Facebook e i porno poliziotti: le regole della censura
Qeulli di Facebook non affidano la censura agli algoritmi. Oltre il 20% della forza lavoro che gestisce il social network più famoso del pianeta (circa 150 elementi, tra uomini e donne) sono quotidianamente impegnati ad esaminare foto e materiale ed a decretarne l’eventuale censura.
Le regole che questi novelli catoni devono seguire sono chiare ed ineluttabili:
“Regola del culo”: niente culi nudi esposti totalmente;
“Regola del capezzolo”: capezzoli e areole sono vietati;
“Regola dello sballo minorile”: censurate tutte le immagini con minori in atto di bere alcoli o assumere stupefacenti;
Ovvie tutte le altre regole che vietano di esporre genitali, atti sessuali espliciti e via discorrendo.
Nel libro su Facebook di prossima uscita, David Kirkpatrick spiega che queste linee guida serviranno ad evitare che il network sia flagellato da buontemponi che ne snaturino la sua reale vocazione, quella di essere un servizio per tutti (come già accaduto a MySpace), precludendo la possibilità di trasformare Facebook in una vera fonte di business.










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